Sud Sudan: vasta crisi alimentare nell’area di Bahr el Gazal (20/07/2005)

Ginevra/Parigi, 20 luglio 2005 – MSF si sta prendendo cura di un numero sempre crescente di bambini che soffrono di denutrizione acuta in alcune aree della regione di Bahr el Gazal, nel Sud Sudan. In molte zone il livello di denutrizione nei bambini al di sotto dei cinque anni è due volte superiore alla soglia di emergenza.
In seguito ai cattivi raccolti e alle piogge insufficienti, la situazione alimentare è critica in numerosi villaggi. Le riserve alimentari sono finite da molti mesi e la situazione continuerà a deteriorarsi fino ai prossimi raccolti previsti in settembre. In alcuni posti, la situazione alimentare, già precaria, si è aggravata con il ritorno degli sfollati che erano fuggiti a causa dei conflitti bellici. I recenti accordi di pace siglati tra il Nord e il Sud del Paese hanno infatti implicato il rientro di decine di migliaia di persone nella contea di Est Aweil dall’inizio dell’anno.
Nonostante la gravità della situazione, l’aiuto alimentare internazionale non arriva, o arriva con il contagocce. Il Programma Alimentare Mondiale (PAM) aveva segnalato già alla fine dello scorso anno il rischio di carenze alimentari particolarmente gravi, ma le quantità ricevute dai più vulnerabili sono ancora insufficienti, come provano i tassi di denutrizione allarmanti osservati fino ad oggi in questa zona.
"A Marial Lou e Paliang, nonostante i tassi di denutrizione già molto elevati di marzo, non vi è nessuna ditribuzione di cibo da parte del Programma Alimentare Mondiale. La prossima distribuzione - che coprirebbe solo una parte dei bisogni della popolazione con razioni alimentari parziali per i più vulnerabili - avrà verosimilmente luogo a fine luglio. Bisogna anche dire che le ultime distribuzioni previste per la scorsa primavera in altre zone di Tonj vicino a Marial non hanno avuto luogo con le quantità promesse", spiega Sally Stevenson, capo missione per MSF Svizzera.
Nella contea di Est Aweil, le equipe MSF constatano da alcune settimane un aumento considerevole delle ammissioni nei loro centri alimentari di Akuem. "Ogni settimana, quasi 60 bambini severamente denutriti, che morirebbero senza assistenza medica, sono curati dal nostro centro," racconta Claire Magone, capo missione per MSF Francia. "La situazione è particolarmente critica: uno studio Epicentre di fine giugno mette in luce tassi del 4% di denutrizione acuta e del 26% di denutrizione globale. Questo significa che oltre 7’000 bambini soffrono di denutrizione nella Regione."
Nel distretto di Tonj, più di 1’500 bambini sono già stati assistiti dalle equipe MSF. A partire da marzo scorso, la situazione è diventata critica con un 2,8% di denutrizione acuta e 21% di denutrizione globale. Ciò rappresenta più di 6’000 bambini che soffrono di denutrizione nella regione. "Abbiamo aumentato considerevolmente le nostre capacità di assistenza, ma la situazione si è aggravata, visto che non vi è stata distribuzione di cibo. In questo momento, ci prepariamo a distribuire le razioni supplementari per 7’600 bambini di meno di 5 anni e per le loro famiglie," sottolinea Sally Stevenson, capo missione per MSF Svizzera.
Messa di fronte a questa situazione, MSF ha aumentato la sua capacità di assistenza e distribuisce cibo per 28.000 bambini nell’Est Aweil e nel Tonj. Ma coprire l’intera zona è impossibile per la sola MSF.
La distribuzione di aiuto alimentare nella regione, estremamente insufficiente fino ad oggi, deve essere aumentata al più presto.
Nonostante il ritorno ufficiale della pace e le prevedibili carenze alimentari, le popolazioni di questa regione del Sud Sudan continuano a vivere in una situazione di estrema precarietà. La loro sopravvivenza è legata al filo tenue della buona riuscita dei raccolti: in caso di insufficiente rendimento, l’aiuto internazionale non sopperisce ai loro bisogni.

SCIENZA E MEDICINA - AFRICA/SUDAN

- Allarme del Programma Alimentare Mondiale di carenze alimentari ai 5,5 milioni di persone previste da sfamare entro il 2005
Roma - (Agenzia Fides) - Il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (Pam) ha messo in guardia sulla possibilità che molta gente povera in diverse zone del Sudan possa trovasi senza cibo a causa dell'effetto combinato di uno scarso raccolto di cereali e dell'aumento dei prezzi dei generi di prima necessità. Il numero totale di quanti hanno bisogno di aiuto alimentare potrebbe, dunque, aumentare.
Con l'inizio della stagione delle piogge a maggio o giugno, c'è poco tempo per garantire che ci siano sufficienti rifornimenti alimentari e i mezzi per consegnarli: è difficile fronteggiare una situazione di emergenza su vasta scala senza adeguati mezzi finanziari. Servono nuovi e urgenti contributi.
Sino ad ora il PAM non ha abbastanza cibo per prestare assistenza alimentare ai 5,5 milioni di persone che, nel 2005, sono previsti ricevere gli aiuti. Si tratta di popolazioni che si trovano nelle zone dell'est, in quelle di transizione, nel sud e nel Darfur. Se questo numero continuerà ad aumentare il Sudan rischia di trovarsi di fronte ad una nuova catastrofe se non si invierà velocemente nel paese nuovo cibo.

Sudan: allarme penuria alimentare
di Joshua Massarenti (j.massarenti@vita.it)

Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite(Pam) lancia l'allarme sui rischi che incorrono 5,5 milioni di sudanesi
Il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (Pam) ha messo in guardia sulla possibilità che molti sudanesi povere presenti in ampie zone del Sudan possano trovarsi senza cibo a causa dell'effetto combinato di una scarso raccolto di cereali e dell'aumento dei prezzi dei generi di prima necessità. Il numero totale di quanti hanno bisogno di aiuto alimentare è destinato ad aumentare.
"Stiamo inviando derlle squadre nelle aree più colpite per poter avere un quadro realistico di quante altre persone avranno bisogno di aiuto alimentare nei prossimi mesi". Lo dichiara Ramiro Lopes de Mira, direttore del Pam in Sudan, a detta del quale "sino ad ora, il Pam non ha abbastanza cibo per prestare assistenza alimentare ai 5,5 milioni di persone che nel 2005 sono chiamati a ricevere i nostri aiuti".
Si tratta di popolazioni situate nell'est del Paese, nel sud e nel Darfur. "Se questo numero continuerà ad aumentare e se non si invierà velocemente nuovo cibo nel Paese, il Sudan rischia di ritrovarsi di fronte ad una nuova catastrofe" ha poi ammonito de Mira.
Con l'arrivo delle piogge in maggio o giugno prossimo, c'è poco tempo per garantire rifornimenti alimentari in sufficienza e i mezzi per consegnarli. Sono quindi decisive nuove, urgenti, contribuzioni.