“DOPO LA PACE,
L’ISTRUZIONE!”
E’
l’appello lanciato per il sud Sudan, dove
di recente è stato raggiunto un accordo di
pace. “Dopo 20 anni di guerra e 2 milioni
di morti, ora il paese, il più vasto dell’Africa,
sta affrontando il difficile e lento processo di
pace con i suoi 4 milioni di sfollati” afferma
un comunicato dell’AVSI.
Nel Sud Sudan attualmente i bambini in età
scolare sono 1 milione, il 75% dei quali senza accesso
all’istruzione scolastica. A causa della mancanza
di strutture, normalmente i bambini sono costretti
a fare lezione all’aperto, sotto un albero,
senza alcun materiale scolastico. Gli insegnanti
sono pochi e ancora di meno quelli qualificati.
In assenza della scuola, i bambini non riescono
ad avere una stabilità psicologica, e molti
di questi, abbandonati a loro stessi, sono entrati
nelle fila dell’esercito come bambini soldato.
Proprio perché oggi la sfida più importante
del Sud Sudan è l’educazione, si è
scelto di intervenire privilegiando il sostegno
ad una rete di scuole primarie e secondarie , oltre
a svolgere programmi di assistenza alla popolazione..
La scuola ha bisogno di tutto, a partire dalla formazione
degli insegnanti alla costruzione di nuove classi.
Ma serve anche materiale didattico come libri di
testo e quaderni perché quasi inesistenti.
La guerra e l’inaccessibilità di queste
sperdute zone di boscaglia e savana, al confine
con l’Uganda, hanno impedito ogni possibilità
di contatto con la popolazione del Sud Sudan. In
questi villaggi acqua, sanità, scuole e sicurezza
alimentare sono i principali problemi da affrontare.
Senza contare i possibili profughi in arrivo dopo
la pace.

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Conoscere
un'altra cultura e il sistema educativo che essa
esprime, per arrivare a conoscere e capire meglio
la realtà scolastica, Instaurare una fattiva
comunicazione, favorire l'incontro, lo scambio,
fra scuole diverse in una azione di dialogo e conoscenza
reciproca coinvolgendo attivamente alunni e docenti,
questa è la nostra missione...
Riconoscere il valore della comunicazione come risorsa
di pace nella mediazione fra realtà in conflitto
o in guerra.
Sensibilizzare l'attenzione e sostenere attivamente
una realtà scolastica in particolari difficoltà.
E' in questo contesto che abbiamo ritenuto di poter
essere di concreto aiuto decidendo di promuovera
la costruzione di aule scolastiche e, possibilmente,
un'intera scuola con la convinzione che questa sia,
insieme alle esigenze sanitarie, una priorità
assoluta. Il Sudan si è bruciato due generazioni
in guerra (che ha prodotto oltre 2 milioni di morti
e 4 milioni di sfollati) ed ora i giovani non conoscono
più nemmeno le attività tradizionali
avendo imparato soltanto a sparare, ad uccidere
ed a cercare di sopravvivere.
L'unica vera possibilità di sviluppo riteniamo
possa nascere dalla conoscenza.
Dall'istruzione può giungere quel minimo
di sapere e di saper fare che potrà permettere
loro di iniziare le attività economiche dei
tempi di pace e, si spera, un percorso di democrazia.
Dall'istruzione di base può nascere anche
la possibilità - per gli intelletti migliori
che non mancano affatto - di proseguire gli studi
per diventare infermieri, medici e insegnanti, figure
ora totalmente assenti nell'ambito delle popolazioni
autoctone.
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