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Dopo i giorni di festa per
la fine del Ramadan, la vita è ritornata normale
a Kartum ed in tutto il Sudan. Finalmente, anche per
noi è ricominciato il lavoro con gli operai che
puntualmente si sono ripresentati pronti allopera.
Le attività di scavo che erano state forzatamente
interrotte, sostituite da attività di ricognizione
e di studio e sistemazione dei materiali a casa, sono
state riprese su entrambi i cantieri, quello di El Salha
(il grande insediamento preistorico di 10-X-6) e quello
della necropoli Post-Meroitica 10-U-21.
Nel primo cantiere sono proseguiti gli scavi dei livelli,
probabilmente di crollo di una struttura in mattoni
probabilmente di epoca Meroitica (Fig.1). |
A
questo periodo risale, infatti, la ceramica più tarda
recuperata in associazione con questi livelli, per la gran
parte costituiti da pezzi di mattone crudo, limo e frammenti
di strumenti in arenaria. Nel frattempo, sempre intorno
a questo deposito abbiamo continuato a trovare sepolture
di bambini (Fig.2) corredate solo di collanine (Fig.3),
braccialetti in faience (Fig. 4) e una cintura di perline
sempre dello stesso materiale (Fig.5).
I depositi circostanti la struttura
in mattoni sono purtroppo tutti ancora rimescolati e contengono
materiale ceramico sia Mesolitico sia Neolitico di cui diamo
qui solo qualche esempio fotografico (Figg. 6,7,8). In questi
giorni siamo finalmente pervenuti ad un piano battuto collegato
alla struttura e al suo esterno cominciano anche a comparire
dei buchi di palo (Fig. 9), indizio che stiamo finalmente
raggiungendo dei livelli meno disturbati e con un deposito
primario. Naturalmente molti dei nostri lettori che non
hanno familiarità con gli scavi di insediamenti preistorici
si chiederanno come mai il nostro lavoro è così
poco appariscente e lento. Per questi lettori vogliamo spendere
alcune parole esplicative per far loro capire il senso operativo
del nostro operato. Innanzi tutto ciò che resta negli
insediamenti di questo periodo sono dei depositi ricchi
di materiale osseo animale, residuo dei pasti dei loro abitanti,
frammenti ceramici e resti delle attività manifatturiere
di strumenti in pietra (in questi contesti prevalentemente
piccoli strumenti in quarzo ricavati da piccoli ciottoli
fluviali.
I livelli antropici che queste attività
hanno prodotto, sono stati nel tempo sottoposti a fenomeni
naturali quali lerosione eolica e idrica, e a stravolgimenti
sia di origine antropica (scavo di fosse, recupero di terreno
per bonificare altre aree del sito ecc) o di origine animale
(tane di roditori o di volpi che hanno trasportato materiale
archeologico disturbando a volte in modo assai drastico
le deposizioni e le strutture originarie). Per individuare
livelli sia secondari sia primari ed i vari, successivi,
episodi di disturbo che ne hanno modificato lassetto
lo scavo procede con grande attenzione e solo a mano con
piccoli strumenti e pennelli. Solo così è
possibile individuare anche le più tenui variazioni
cromatiche dei suoli che con altri indicatori, quali le
matrici e la consistenza dei terreni, permettono di individuare
i vari episodi che si sono succeduti nellinsediamento.
A questo va aggiunto che tutto il terreno scavato viene
setacciato per il recupero di ogni più piccolo resto
collegato alla vita del sito. Di pari passo dopo lo scavo
continua il lavoro di laboratorio, con la prima separazione
dei materiali raccolti: ossa animali distinte per genere,
lindustria litica e tutto il materiale derivato dallo
scarto, la ceramica che viene studiata e catalogata sulla
base delle tecniche di manifattura, di decorazione e dimpasto,
ecc. Tutto ciò rende lo scavo degli insediamenti
preistorici unoperazione che richiede tempi lunghi
ed una infinita pazienza.
Riprendendo il racconto del nostro lavoro, dopo le festività
di fine Ramadan, siamo tornati ai piedi del Gebel dove avevamo
iniziato lo scavo di un grande tumulo di forma ovoide. Alla
ripresa del lavoro abbiamo trovato la sorpresa di un atto
di vandalismo che ha causato la parziale distruzione del
tumulo (Fig. 10). Superato limpatto psicologico che
una simile situazione naturalmente produce su chi ha con
pazienza e fatica lavorato con grande passione per giorni
e giorni, abbiamo ripreso lo scavo e siamo arrivati alla
copertura, sempre in blocchi di pietra, della fossa tombale
(Fig. 11).
Sotto questo livello di pietre il terreno
risultava coperto, per gran parte, da mattoni crudi (Fig.12).
Questa piattaforma risultava interrotta, per crollo, solo
su parte della fossa tombale. Ad un livello ancora inferiore
sono comparsi altri blocchi di pietra che coprivano quasi
per intero linumato. (Fig. 13).
Il defunto, un giovane di circa 20 anni, giaceva rannicchiato
sul fianco destro (Fig. 14) accompagnato da una ciotola
e da unolla in ceramica, da bracciali ed una collana
in faience, vetro e corniola (Figg 15-16). Facevano ancora
parte del corredo alcune punte di freccia di ferro e alle
dita della mano destra il giovane arciere indossava un anellino
in rame ed un anello da arciere in pietra (Fig. 17).
Successivamente ci siamo spostati in
unaltra necropoli (10-U-3) individuata due anni or
sono durante le attività di ricognizione sempre nellarea
del Gebel. Qui abbiamo scelto di scavare un gruppetto di
tre tumuli due dei quali ci sembravano particolarmente integri.
Il primo era un piccolo tumulo in blocchi di arenaria nubiana,
di forma circolare (Fig. 18). Lo scavo del tumulo, anche
questa volta disturbato da atti di vandalismo gratuito da
parte di qualche abitante del vicino villaggio. Lo scavo
è comunque proseguito con lena e giunti allindividuazione
della fossa tombale abbiamo notato immediatamente la presenza
dellimboccatura di unolla in ceramica, ben protetta
da alcune lastre di pietra (Figg. 19-20). Questo primo ritrovamento
ci ha fatto sperare che anche questo tumulo non fosse stato
violato in antico. La prosecuzione dello scavo ci ha invece
riservato la sorpresa meno gratificante per un archeologo.
Sotto ed in mezzo alle pietre che riempivano la fossa continuavano
ad uscire perline in faience in numero considerevole, ma
nessuna traccia dellinumato. Neppure il più
piccolo frammento dosso umano, ma solo un altro bellanello
da arciere a dirci che lindividuo una volta ospitato
nella sepoltura era stato un maschio guerriero o cacciatore.
Il secondo tumulo ci ha consegnato
analoga delusione, se non maggiore, giacché di dimensioni
molto maggiori del primo e conseguentemente ci aveva richiesto
molta maggior fatica (Figg.21-22). Lantico ospite
vi doveva essere stato sepolto supino visto che la fossa
tombale è qui di forma allungata, rettangolare con
i lati corti arrotondati. Purtroppo, anche qui, con grande
delusione della nostra antropologa fisica, neppure la pur
minima traccia di ossa umane, ma solo frammenti di unolla
Meroitica in ceramica.
Nei prossimi giorni scaveremo il terzo di questo gruppetto
di tumuli anche se non abbiamo speranza di trovarlo intatto.
Comunque sia presto vi informeremo sullesito del suo
scavo.
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