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| Fig.
01: Una tranquilla
serata a casa
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Fig.
02: La Panda
4x4 sul sito mesolitico
10-X-6. |
Dopo due settimane di lavoro nel sito
mesolitico 10-X-6, che si trova lungo il Nilo Bianco, a
sud di Omdurman, la vastissima estensione occidentale della
metropoli diKartum, intensamente punteggiate da adempimenti
burocratici e difficoltà logistico organizzative,
troviamo finalmente quel minimo di tranquillità che
ci consente di iniziare il nostro racconto per immagini
ed emozioni.
Il gruppo di archeologi e geomorfologi che da due stagioni
sta affrontando lo studio di una regione precedentemente
inesplorata è giunto il 7 Novembre a Kartum. Quest'anno
ne fanno parte, oltre alla direttrice del progetto, Donatella
Usai, gli archeologi: Sandro Salvatori, Stefano Tuzzato,
Elisabetta Fasson, Lisa Berni, Riccardo Ercolino, Mortada
Boshara Mohammed; i geomorfologi Mauro Cremaschi e Andrea
Zerbini; l'antropologa Federica Crivellaro. La nostra Ispettrice,
Amel Hassan Gasmallah, è anch'essa un'archeologa
simpatica e pienamente integrata nel nostro lavoro sul campo.
Al nostro arrivo, quest'anno, abbiamo trovato già
sul posto due Panda 4x4 forniteci dai nostri amici e sponsors
di Torino titolari della ditta d'importazione di gomma arabica,
Gasid.
E subito è stato possibile attivare il lavoro dei
geomorfologi che hanno percorso in lungo e largo tutta l'area
di concessione per studiarne la formazione e le vicende
naturali che la hanno caratterizzata negli ultimi dieci
millenni. Il loro lavoro, sintetizzato in una carta interpretativa
delle formazioni dei suoli, ha contribuito non poco a farci
comprendere la distribuzione dei siti archeologici da noi
individuati nei due anni precedenti. Nelle loro scorribande
sul territorio hanno inoltre scoperto alcuni nuovi siti
archeologici sia di età mesolitica che di epoche
molto più recenti.
L'attività principale di questa stagione di lavoro,
dal punto di vista archeologico, si sta concentrando nello
scavo di un grande sito mesolitico che si trova su di una
duna costiera lungo la sponda occidentale del Nilo Bianco.
L'insediamento 10-X-6 è solo uno dei numerosi siti
archeologici che costellano questa sponda del fiume e, come
molti altri, è in grave pericolo di distruzione per
la crescente aggressione dell'espansione del villaggio di
El Salha. Il nostro intervento, che ovviamente ha un carattere
prettamente orientato allo studio delle più antiche
società umane che hanno prosperato in questa regione
africana, tende anche a salvaguardare il patrimonio culturale
del paese e soprattutto le evidenze più antiche del
popolamento dell'area.
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| Fig.
03: Scorribande
dei geomorfologi |
Fig.
04: I campi
coltivati lungo la sponda sinistra del Nilo Bianco. |
A questo fine è in corso una intensa
trattativa con le autorità locali per salvaguardare
dall'inurbamento selvaggio la fascia costiera del Nilo dove
si addensano numerosi e vasti gli insediamenti di età
mesolitica e neolitica.
Lo scavo stratigrafico dell'insediamento mesolitico è
particolarmente difficile e lento soprattutto a causa della
complessità della sequenza stratigrafica che ci troviamo
di fronte, ma anche per la difficile lettura dei suoli che
sono, solo apparentemente, molto poco differenziati dal
punto di vista cromatico. Solo un lavoro certosino di cazzuola
e spazzola permette di riconoscere le minime variazioni
cromatiche e di consistenza dei suoli e così di mettere
in luce i vari episodi, di apporto antropico e di erosione,
che hanno contribuito a costruire il deposito archeologico
e a dargli l'attuale conformazione.
Un altro intervento, incentrato in modo particolare sullo
studio della popolazione antica dal punto di vista antropologico
fisico e dei riti sepolcrali è iniziato in questi
giorni con le operazioni di rilievo fotografico e grafico
di un tumulo sepolcrale in blocchi di arenaria nubiana che
fa parte di un cimitero da noi individuato due anni fa aduna
trentina di km all'interno, verso occidente, ai piedi del
Gebel Baroka, la morfologia più rilevata dell'area.
In questi giorni comincerà lo scavo vero e proprio
di questa grande struttura tombale dalla quale ci aspettiamo,
con un po' di fortuna e meno insabbiamenti, preziose informazioni
cronologiche e culturali.
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| Fig.
05: Molluschi
dacqua dolce
nella piana alluvionale tra il NiloBianco
ed il Gebel Baroka. |
Fig.
06: Sito mesolitico
ai piedi del Gebel Baroka. |
Naturalmente anche noi sospendiamo
il lavoro il venerdì, ma spinti dalla voglia di conoscere
sempre meglio questo paese ed i suoi tesori archeologici
ci trasformiamo in turisti e ci sobbarchiamo chilometri
di strada per visitare prestigiosi e famosi siti archeologici.
Incuranti della fatica accumulata nei giorni lavorativi,
lo scorso venerdì non abbiamo esitato a organizzare
con amici Italiani e Sudanesi una gita a Musawwarat es Sufra,
dove un gruppo di archeologi Tedeschi da qualche anno sta
restaurando il tempio dedicato al dio Leone (Apedemak) nel
III sec. a. Cr.
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| Fig.
07: Resti di frequentazione
antropica nella piana alluvionale. |
Fig.
08: Sito con
focolari nella pianura alluvionale. |
Il sito, di periodo Meroitico, è
composto di altri complessi templari, scavati ma non ancora
restaurati, e conserva ancora i resti un grande bacino per
la raccolta delle acque.
La gita culturale si è poi spinta ancora più
a nord fino a Meroe la capitale del regno Meroitico dove
si ergono le piramidi dei Faraoni Neri. Un luogo d'incanto
in un ambiente oggi del tutto desertico, non lungi dalla
città antica di Meroe dove l'archeologo inglese Garstang
scavò fra le altre cose il grande tempio dedicato
al dio Egizio Amon.
Nei prossimi giorni torneremo a raccontarvi le novità
e i progressi del nostro lavoro che sta solo ora entrando
nel vivo. |