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Attività di scavo

Alcuni dei siti scoperti durante la prima campagna di ricognizioni, essendo a forte rischio di distruzione soprattutto a causa dell'espansione urbana della periferia meridionale di Omdurman, sono stati oggetto di saggi di scavo durante la campagna del 2001 al fine di recuperare il maggior numero possibile di informazioni culturali e cronologiche oltre che una chiara visione delle condizioni di conservazione dei depositi antropici.

Uno di questi insediamenti è il già citato 10-X-6, un vasto insediamento che si distende su di una duna spondale del Nilo Bianco (Fig. 30). In superficie erano state notate significative concentrazioni di ceramica del Mesolitico di Kartum (Wavy Line e Dotted Wavy Line) (Fig. 31) soprattutto nelle zone sommitali, in associazione a strutture di focolare, e intorno alle tombe del cimitero moderno che occupa tutta l'estensione occidentale del monticolo artificiale.

Qui abbiamo aperto una trincea di saggio di 4 x 10 m in un'area sommitale del sito non ancora invasa dal cimitero moderno (Fig. 32). Lo scavo è stato effettuato con una metodologia prettamente stratigrafica, e non per tagli artificiali, con un controllo orizzontale garantito da una griglia di 1 x 1 m. Tutto il terreno di scavo è stato setacciato con maglia di 0.3 cm. Nella parte meridionale della trincea di scavo, a seguito della prima pulizia superficiale compariva la traccia di una fossa ellittica (Fig. 33). Si trattava in questo caso di una sepoltura probabilmente databile al periodo antico Islamico.

Lo scheletro era ben conservato e giaceva disteso sul fianco destro orientato nord-sud con testa a sud. L'inumato era stato coperto con una stuoia di cui si conservavano solo labili tracce ed era accompagnato solo da una lunga canna palustre, forse in funzione di bastone, distesa lungo il corpo.
Il deposito archeologico sembra abbastanza ben conservato pur se largamente disturbato da attività sia umane che animali che hanno determinato un certo grado di mescolamento dei materiali archeologici.
Marginalmente alla trincea di scavo, ad ovest, è stato individuata una struttura lineare in mattoni crudi ed in connessione con questa porzione muraria una ciotola Meroitica pressoché integra (Fig. 34).

Al di sotto di questa unità stratigrafica, che non supera i 30 cm di spessore, si apre un deposito parzialmente disturbato anche da fosse tombali. Di queste ne abbiamo scavata una che conteneva i resti di un infante sepolto in posizione rannicchiata sul fianco sinistro e orientato nord-sud con testa a nord (Fig. 35). Lo scheletro del bambino era assolutamente completo anche se la cassa toracica, le braccia ed il cranio erano stati disturbati dalla galleria di un roditore.
Per avere un'idea della consistenza del deposito, prima di allargare l'area di scavo abbiamo preferito effettuare un sondaggio profondo su di un'area di 1 x 2 m (Fig. 36). Qui il suolo vergine è stato raggiunto alla profondità di -2 m dalla superficie ovvero -2.50 m dal nostro punto zero (il punto più alto della collina archeologica).
Alla profondità di -1.50 m il deposito passa da un limo sabbioso poco coeso ad un limo molto compatto e duro. In questo terreno più compatto sono individuabili alcuni piani di frequentazione. Il periodo di formazione di questi depositi abbraccia probabilmente varie fasi del Mesolitico di Kartum e del Neolitico Antico.
La ceramica è presente in due tipi fondamentali di impasto. Un impasto più grezzo con grandi quantità di inclusi quarzitici a spigolo vivo ed uno più fine con sgrassante costituito da sabbia fine micacea. Molto meno frequenti sono gli impasti con sabbia a grana quarzitica grossolana e quelli a tempera vegetale.

I motivi decorativi più frequenti sono le bande di linee ondulate semplici (Wavy Line) o puntinate (Dotted Wavy Line), bande impresse a zigzag (Rocker Stamp zigzag) e linee di punti ottenuti con una tecnica di impressione alternata con uno strumento a due punte.
Il grafico presentato (Fig. 37) mostra la distribuzione dei diversi tipi di ceramica nei 50 cm di deposito scavati su di un'area di 4 x 10 metri. Il trend è molto chiaro e mostra come la presenza di ceramica ad impasto quarzitico e con decorazione a fasci di linee ondulate tenda ad un progressivo aumento con l'approfondirsi dello scavo soppiantando quella ad impasto fine che prevale nelle unità stratigrafiche più superficiali.
La mescolanza dei materiali nella parte superiore del deposito è il frutto sia di normali disturbi antropici legati attività della vita quotidiana che allo scavo di fosse tombali che sconvolgono livelli archeologici più antichi. Non a caso nelle unità stratigrafiche sommitali 1006 e 1007 sono stati recuperati grandi frammenti di ceramiche Mesolitiche riutilizzati come lisciatori (Figg. 38-39).

In generale possiamo asserire che la ceramica ad impasto quarzitico caratterizza in modo univoco le produzioni del Mesolitico di Kartum non solo in questo insediamento nilotico ma anche in quelli da noi individuati a ridosso del Gebel Baroka.
Un secondo insediamento in cui era nostra intenzione effettuare dei saggi di scavo (10-X-8) è risultato fortemente danneggiato dai lavori preliminari per la costruzione di una moschea eseguiti nel corso del 2001.
Nonostante ciò abbiamo potuto aprire due ridotti saggi di scavo uno lungo il declivio occidentale del monticolo e l'altro al centro dello stesso.
La prima trincea ha rivelato la presenza di apprezzabile residuo di deposito antropico che ha restituito tracce di fosse con materiale ceramico e frammenti di ossa animali (Fig. 40). La ceramica presente nel deposito appartiene ad una unica fase culturale e può essere datata al Neolitico Tardo.
L'altra trincea ha rivelato la presenza, alla sommità della collinetta, di un deposito spesso una settantina di centimetri fortemente disturbato da fosse profonde di origine antropica e da una intensa attività animale in galleria che hanno causato un notevole rimescolamento del materiale archeologico (Fig. 41).
Le indicazioni fornite dai pur limitati saggi di scavo inducono a pianificare per la prossima stagione l'impianto di uno scavo estensivo dell'area tardo Neolitica del sito anche in considerazione del fatto che sono rari gli insediamenti di questo periodo ad oggi scavati in Sudan.
Come già sottolineato in precedenza una delle realtà insediative più recenti da noi individuate lungo il Nilo è il sito Meroitico 10-X-5. Qui abbiamo approfittato di una sezione esposta al margine di un piccolo wadi, che, una volta ripulita ha evidenziato una significativa sequenza di livelli abitativi con focolari e strutture in mattoni crudi (Fig. 42). Un delle strutture di focolare presenti lungo questa sezione conteneva ancora al suo interno un vaso da cucina (Fig. 43).

Gli obiettivi primari della prossima campagna, infine, comprendono lo scavo di un'area il più possibile ampia e fino al terreno vergine nel sito Mesolitico 10-X-6, lo scavo di alcuni dei tumuli delle necropoli 10-U-3 e 10-U-21 ed il completamento delle attività di ricognizione nell'area del Gebel Baroka dove confidiamo di trovare ulteriori evidenze del più antico popolamento umano della regione.