|
Metodo
di lavoro
La ricognizione archeologica dell'area è stata organizzata
per transetti di 2 x 1 km sia lungo la sponda occidentale
del Nilo Bianco sia verso l'interno, una strategia che ha
permesso di valutare a pieno le sue potenzialità
archeologiche. Questa tecnica intensiva e sistematica ha
messo in luce la presenza di numerosissimi siti preistorici
spesso pesantemente aggrediti da agenti erosivi e denunciati
solo da isolate concentrazioni di frammenti ceramici o di
materiali litici. La distribuzione spaziale dei transetti
di ricognizione è stata organizzata in modo tale
da intersecare diverse realtà geomorfologiche precedentemente
individuate sulla base dello studio della copertura aerofotografica
e della cartografia disponibile, per misurare le possibili
relazioni differenziate con la distribuzione delle evidenze
archeologiche.
Il record archeologico
Ad
oggi sono stati individuati più di cento siti archeologici
che coprono un arco cronologico che va dal Paleolitico al
periodo post-Meroitico.
Le testimonianze più antiche, databili al Tardo Pleistocene,
vale a dire al Paleolitico Medio e Tardo le abbiamo individuate
nell'area del Gebel Baroka, mentre numerosi siti databili
all'Olocene Antico e Medio (Mesolitico di Kartum, Antico
e Tardo Neolitico) sono stati scoperti ai piedi dello stesso
Gebel e soprattutto lungo la sponda occidentale del Nilo
Bianco. Evidenze di età più recente, Meroitica
e Post-Meroitica, risultano distribuite lungo tutta l'area
di indagine, anche nella piana alluvionale di più
recente formazione.
Tra
i numerosi siti individuati vanno menzionati due grandi
cimiteri di tumuli costruiti in blocchi di arenaria nubiana
10-U-3 e 10-U-21, di cui sono state rilevate le piante con
l'aiuto di un teodolite laser messoci a disposizione dalla
Leica Geosystem di Milano. Di questi due cimiteri, uno (10-U-21)
(Figg. 4-5) è certamente di epoca Post-Meroitica
mentre l'altro è di incerta datazione. Quest'ultimo
(10-U-3) (Figg. 6-7) poi presenta due tipi diversi di tumuli,
l'uno costruito in blocchi di arenaria nera nubiana, l'altro
in arenaria biancastra. Il primo tipo di tumuli è
costruito con grande cura e con strutture regolari di forma
circolare con una cista interna in lastre disposte di taglio.
L'altro tipo presenta una tecnica costruttiva meno accurata:
più o meno grandi schegge di arenaria bianca irregolarmente
disposte a creare strutture a volta circolari, altre volte
ovali. In entrambi i casi le dimensioni variano da 1 a 11
metri di diametro con un 65% che si attesta tra i 0.96 e
i 2.96 m. I tumuli in arenaria nera ricordano, per la loro
forma, strutture analoghe rinvenute nel deserto del Sudan
orientale datate al III millennio a. Cr.
Il
cimitero 10-U-3 si stende su di un rilievo naturale (2-3
m. di altezza) che sovrasta il margine meridionale della
piana alluvionale del wadi Baroka dove abbiamo potuto individuare
numerose strutture in pietra (Fig. 8) e concentrazioni di
materiale ceramico e litico di varie epoche dal Neolitico
ad età Cristiana. Se la datazione al III millennio
a. Cr. di una parte del cimitero venisse confermata dai
saggi di scavo pianificati per la prossima campagna, tutta
quest'area assumerebbe tratti di particolare interesse per
future indagini.
L'altra necropoli, 10-U-21, è composta di una ventina
di tumuli di tipo noto in altre regioni del paese (Amri-Kirbekan
e Jebel Kulgeili). Sono di forma ovale e poco elevati e
sono databili ad età Post-Meroitica.
Allo stesso periodo appartengono anche i numerosi tumuli
terragni di forma circolare che, isolati o a gruppi, abbiamo
individuato sia lungo il Nilo che nella piana alluvionale
verso l'interno (Fig. 9). Questi
tumuli sono strutture a calotta in
terreno misto a ciottoli che sovrastano la vera e propria
camera sepolcrale che risulta scavata nell'alluvio. Spesso
si trovano piccole concentrazioni di questi tumuli, tra
5 e 10, e hanno un diametro alla base che supera i 12 metri.
Il più grande da noi individuato ha un diametro di
20 metri. Un tumulo di questo tipo fu scavato nel 1953 presso
il villaggio di Al Oshara. Tumuli in pietra sembrano del
tutto assenti lungo le sponde del Nilo. Tuttavia è
possibile che molti tumuli in pietra siano andati distrutti
perché utilizzati come cava di pietra per la costruzione
di nuove case. A questa conclusione ci porta ad esempio
il riconoscimento dei resti di un tumulo in pietra nei pressi
del villaggio di El Oshara. Altre evidenze di età
Meroitica le abbiamo individuate in due siti lungo il Nilo,
10-X-5 e 10-X-8.
10-X-5 è un basso monticolo che, in una sezione tagliata
dalle acque di un corso d'acqua stagionale (Fig. 10), mostra
una sequenza di livelli antropici con tracce di focolari
e di strutture in mattoni.
Il sito 10-X-8 ha senza dubbio una origine molto più
antica e ha restituito oltre a ceramica di epoca Meroitica
anche abbondanti materiali ceramici e litici sia Mesolitici
che Neolitici (Figg. 11-12).
|