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  Studenti dell’Università di Juba mentre registrano le loro osservazioni al cimitero 16-C-2.
 
Lo scavo delle necropoli Post-Meroitica 16-C-2


Fig. 1


Fig. 2


Fig. 3


Fig. 4


Fig. 5


Fig. 6 


Fig. 7 

 
Sin dall’inizio del nostro progetto e del nostro lavoro nell’area di El Salha siamo rimasti stupiti dalla quantità di testimonianze archeologiche relative all’epoca Post-Meroitica e dalla loro singolarità. Ovunque la frequentazione dell’area in questo periodo è testimoniata dalla presenza di necropoli, anche molto estese, di tumuli in terra o in pietra. Abbiamo sottolineato altrove nelle nostre relazioni su queste pagine web come tumuli con struttura aerea in pietra siano presenti solo in prossimità dei Jebel dove la materia prima per costruirli era di facile reperimento mentre, nella piana alluvionale, i tumuli funerari siano ricoperti da accumuli di terra ( Fig. 1 ). Nessuna di queste necropoli nell’area del Sudan Centrale è mai stata investigata, un solo tumulo era stato scavato nell’area di Al Oshara, a sud di Omdurman nei primi anni cinquanta del secolo scorso, anche se sepolture di questo periodo erano state individuate, numerose, nei siti di epoca Mesolitica o Neolitica, come 10-X-6. Scavare una di queste necropoli era uno dei nostri obiettivi, ma sempre rimandato per la mancanza di personale sufficiente ad affrontare una simile impresa e per l’impegno di studio che avrebbero comportato i numerosi materiali che potenzialmente queste sepolture possono restituire.
La collaborazione con Mohammed Faroug e l’Università di Juba ha reso fattibile questo progetto e dal momento che una di queste necropoli, non lontana dai nostri siti Mesolitici, sarà attraversata in pieno dalla strada che collegherà Khartoum al nuovo aeroporto attualmente in costruzione, abbiamo rotto gli indugi e iniziato questa nuova indagine.
Questa è stata anche l’occasione per insegnare agli studenti ( Fig. 2 ) dell’Università di Juba, presso la quale Faroug è lettore, tecniche e metodologie dello scavo archeologico, dall’uso della stazione totale alla documentazione finale del lavoro svolto.
Questa necropoli è costituita da circa cento tumuli, di varie dimensioni, che coprono camere tombali scavate nei sedimenti di base. Prima dello scavo si è provveduto ad eseguire il rilievo topografico ( Fig. 3 ) e il posizionamento con il GPS di ogni singolo tumulo.
Per il momento sono stati scavati quattro tumuli. Le sepolture erano state tutte disturbate in antico ( Fig. 4, 5, 6 ) ma è evidente che i “tombaroli” erano interessanti al recupero degli oggetti in metallo lasciando invece in posto i vasi in argilla ( Fig. 7 ). Per questo motivo gli scheletri degli inumati erano parzialmente disarticolati e parte è stata ritrovata anche nel pozzetto d’accesso praticato dai tombaroli.
Il lavoro sistematico in questa necropoli potrebbe permettere di raccogliere dati per un’analisi dettagliata del sistema socio-culturale di questi gruppi di cui sappiamo molto poco anche perché non se ne conoscono ancora gli insediamenti.

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