 Decorazione Wavy Line
 Siti Mesolitici
 Fig. 15

 Vaso caliciforme |
Il volto della preistoria della valle del Nilo, e soprattutto del Nilo Sudanese, sta cambiando velocemente grazie alle ricerche archeologiche degli ultimi venti anni. Dati importanti sono stati prodotti dagli scavi dell’Università di Ginevra nell’area di El Barga, nel bacino di Kerma, dagli scavi dei colleghi francesi nelle necropoli localizzate nel bacino di Wadi El Kowi, dai nostri scavi a R12, vicino a Kawa, e, non ultimo, da quelli nel Sudan Centrale, a El Salha. Sicuramente grandi novità emergeranno dall’analisi dell’immensa quantità di dati raccolti negli ultimi cinque anni dalle missioni archeologiche che hanno lavorato alle campagne di salvataggio delle testimonianze archeologiche della IV Cateratta del Nilo, in occasione della costruzione della diga di Merowe. Per sommi capi, è meglio delineare quali sono attualmente i problemi centrali della ricerca preistorica in queste zone. Gli elementi distintivi della preistoria tarda della valle del Nilo sono: la presenza di un Mesolitico ceramico e la probabile domesticazione dei bovini in area Nubiana. La ceramica con decorazione Wavy Line venne individuata per la prima volta nel Sudan Centrale da A. J. Arkell nel sito di Khartoum Hospital. Da allora i ritrovamenti di siti che restituivano o questa ceramica o una produzione ad essa in qualche modo correlata si sono moltiplicati. Il problema dell’antichità della produzione ceramica nella valle del Nilo e in area sahariana è stato uno dei temi ricorrenti negli ultimi dieci anni ma rimane ancora insoluto. Apparentemente le ceramiche più antiche della valle sono quelle rinvenute nel Deserto Occidentale, in Egitto, e nell’area dell’Atbara. Qualche dato importante al riguardo potrebbe venire dagli scavi nell’area di El Barga. Nel Sudan Centrale al momento solo uno sparuto numero di siti Mesolitici ha restituito datazioni radiometriche riferibili all’VIII millennio a.C. Le popolazioni Mesolitiche dell’area Nubiana sembrano aver, ad un certo momento, cominciato a controllare una specie animale che entrerà a far parte prepotentemente della sfera economica e culturale delle società della valle del Nilo e del Sahara, il bue. I resti più antichi di bue addomesticato o in fase di addomesticamento sono stati rinvenuti in alcuni siti del Deserto Occidentale, in Egitto, gli stessi dove sarebbero state trovate anche alcune delle ceramiche più antiche della valle del Nilo. Ancora ritrovamenti simili provengono dai siti dell’area di El Barga. Il passaggio ad un economia di produzione, Neolitica, secondo i dati attualmente a nostra disposizione, sembra essersi verificato prima in area Nubiana e solo un millennio più tardi nelle zone più a sud. Sfortunatamente le condizioni di conservazione dei siti tardo-preistorici (Antico e Medio Olocene) scavati nel Sudan Centrale non sono delle migliori, l’erosione e la continuità nella frequentazione antropica sono i fattori che ne hanno determinato generalmente la loro distruzione. I dati forniti dalla letteratura archeologica della zona potrebbero necessitare in futuro una revisione. Se, comunque, guardiamo alle informazioni a nostra disposizione sembra che la Neolitizzazione del Sudan Centrale avvenga all’incirca un millennio più tardi rispetto all’area Nubiana (Fig. 15). Quale fenomeno abbia dato origine alla Neolitizzazione del Sudan Centrale è ancora argomento di studio. Quale che sia, il quadro della valle del Nilo nel Neolitico, dalla Nubia fino al Sudan Centrale, appare molto interessante perché presenta aspetti culturali molto simili unitamente ad un’accentuata regionalizzazione. Caratteristici ovunque sono alcuni costumi funerari, come quelli evidenziati nel nostro scavo a R12: l’uso di deporre i bucrani. Questa finestra, speriamo, aiuti a capire gli obiettivi della nostra ricerca a El Salha. Lo scavo dei siti 16-D-4 e 16-D-5, con la scoperta dei primi resti strutturali di epoca Mesolitica e dei primi depositi archeologici ancora in situ, non disturbati da fenomeni antropici o naturali avvenuti successivamente al loro abbandono in antico, rappresenta un’opportunità singolare per raccogliere informazioni “di prima mano” sulle problematiche suesposte. Stiamo, infatti, aspettando con ansia i risultati degli studi del Dr. Louis Chaix sulle faune trovate nel sito 10-W-4, contemporaneo ad alcuni dei siti dell’area di El Barga, dove lui stesso ha individuato, con certezza, la presenza di specie animali domestiche, in questo caso ovi-caprini. Così come siamo curiosi di sapere quali animali siano presenti nelle faune raccolte nei quattro focolari scavati nel sito Mesolitico 16-D-5. La maggior parte di queste faune è costituita da pesci ma vi sono anche dei mammiferi che solo uno specialista è in grado di determinare se domestici o ancora selvatici. Potremo così vedere se il momento di passaggio ad un’economia di produzione nel Sudan Centrale avviene, come sembra dai dati oggi disponibili, veramente con circa un millennio di ritardo o se questa argomentazione non è più sostenibile. Nel caso di una conferma sarà interessante lavorare al tema delle cause che hanno determinato il permanere di un’economia di caccia e raccolta e quelle che hanno determinato in seguito il cambiamento. Un’ulteriore possibilità di valutare la successione degli eventi viene dallo studio della necropoli, sia attraverso le normali analisi bio-archeologiche (antropologia e paleo-patologia) sia attraverso quelle isotopiche. Da qui nasce l’importanza di scavare la necropoli per esteso e portare alla luce il maggior numero possibile di sepolture. Veniamo dunque alla descrizione dei siti e dei risultati finora raggiunti.
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