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L’analisi
statistica relativa all’orientamento del corpo
e della faccia nella necropoli di R12 mostra chiaramente
che l’orientamento di gran lunga prevalente per
il corpo è Ovest-Est, con il cranio ad Ovest,
e per la faccia l’orientamento prevalente è
a Nord, Nord-Est ed Est (Fig. 11).
Se l’ipotesi iniziale è corretta se ne
può dedurre che la maggior parte degli individui
sepolti in questa necropoli sono morti in un arco di
tempo che comprende i mesi primaverili ed estivi. Pochi
sono gli individui che risultano orientati in accordo
coni punti descritti dal sorgere e dal tramonto del
sole nei mesi invernali ed autunnali cosicché
sembra possibile ipotizzare che il gruppo, o almeno
una sua larga parte, passasse altrove i mesi invernali,
forse occupato in attività di caccia e di ricerca
di pascoli diversi riducendo così la pressione
delle greggi e delle mandrie sui terreni agricoli del
bacino alluvionale. Naturalmente nel proseguo delle
nostre analisi percorreremo anche strade alternative
per la spiegazione di questi tratti ricorrenti nel cimitero
R12. Tra queste una sarà certamente quella dell’integrazione
del comportamento ideologico con le regole matrimoniali
che sappiamo essere sempre state uno strumento efficace
per garantire la sopravvivenza e regolare i rapporti
sociali fra gruppi umani. Ma a questo potremo dedicarci
solo quando il lavoro dell’antropologo fisico
avrà definitivamente determinato sessi ed età
degli individui.
Venendo ad altro argomento, vogliamo segnalare il ritrovamento
in alcune sepolture di macine in pietra che potrebbero
essere state utilizzate per macinare semi di graminacee.
La presenza nell’area di grano domestico è
nota solo dal ritrovamento di un fascio di spighe in
una tomba del contemporaneo cimitero di Kadruka, nelle
vicinanze di Kerma. Questa è ad oggi l’unica
evidenza di una attività agricola nell’area
e tuttavia va ricordato che nessun abitato di questo
periodo è stato ancora scavato in tutto il Bacino
di Seleim.
Per quanto il sistema economico di base e gran parte
della cultura materiale non sembra abbiano subito trasformazioni
sensibili nell’arco dei seicento anni d’uso
della necropoli di R12, in verità, questa popolazione
apparentemente statica, ha concentrato gli elementi
di variabilità nella produzione ceramica. Infatti,
è possibile distinguere nel tempo, come confermato
dalle datazioni C14, almeno tre stili diversi evidenziati
sia dalle forme vascolari sia dai sistemi decorativi.
La gran parte dei vasi sono decorati su tutta o parte
della superficie fatta eccezione per quelli dell’ultima
fase che sono decorati solo all’orlo. Anche le
forme vascolari della fase più recente sono del
tutto nuove anche se alcuni elementi compaiono già
durante la seconda fase cronologica. Alcuni dei motivi
decorativi sembrano aver avuto una vita più lunga
di altri passando dalla prima alla seconda fase. Lo
studio del complesso ceramico è solo agli inizi
e siamo certi che riserverà altre sorprese.
Le tombe più antiche del cimitero di R12 datano
tra il 4900 ed il 4600 a. Cr. L’intera superficie
di alcuni dei vasi ritrovati nelle tombe di questo periodo
è decorata con serie di linee di punti impresse
con andamento parallelo od obliquo rispetto all’orlo
(Fig. 12). Non è semplice capire come questa
decorazione sia stata prodotta in quanto successivamente
la superficie dei vasi era stata rivestita con un bagno
di argilla liquida e poi lisciata. Una tecnica ad impressione
chiamata “Rocker” o l’impiego di una
cordicella potrebbero aver prodotto quel motivo decorativo
che perdurerà anche durante la seconda fase.
Una delle tombe più antiche ci ha anche restituito
un vaso con la superficie decorata ad increspature (“Ripple
Ware”) (Fig. 13). Anche altri cimiteri della regione
ed in modo particolare quello di Kadruka 13, nell’area
di Kerma, contemporaneo alla prima fase della nostra
necropoli, hanno restituito esempi di questo tipo di
decorazione.
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La seconda fase è caratterizzata
da una decorazione a zigzag sia prodotta con uno strumento
a pettine ricurvo sia da uno strumento a bordo liscio che
in genere ricopre tutta la superficie del vaso o solo la parte
superiore. Un bell’esempio di questa decorazione è
fornito da un vaso della tomba 136 databile tra il 4650 ed
il 4550 a. Cr. (Fig. 14). Insieme a questa tecnica decorative
convive una decorazione a pettine rettilineo che produce impressioni
semplici spesso organizzate a spina di pesce, limitata alla
parte superiore del corpo del vaso come nel caso dei vasi
della tomba 138 datata tra il 4650 ed il 4450 a. Cr. (Fig.
15) o su tutta la sua superficie (Fig. 16).
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