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Le ossa lunghe di pecore e capre, ma anche di gazzelle venivano largamente utilizzate per la fabbricazione di strumenti di vario tipo. In alcune tombe, questa “materia prima” è stata trovata insieme a strumenti in fase di lavorazione e a strumenti finiti (Fig. 5). Più massicce ossa e costole di bovino erano utilizzate per ricavarne perforatori e spatole (Figg. 6-7).

Fig. 05
Fig. 06
Fig. 07

Grazie a questo largo impiego strumentale di ossa animali possiamo farci un’idea delle basi economiche della popolazione che ha utilizzato la necropoli. La lista degli animali cacciati dal gruppo e rappresentati nel campione osteologico include gazzelle, ippopotami, elefanti, scimmie ed uccelli.
Numerosi sono i bracciali in avorio, i contenitori ricavati da denti di ippopotamo, spilloni e aghi da ossa di mammiferi selvatici ecc. (Figg. 8, 9, 10).
Rimane invece aperto il problema della stagionalità dei gruppi umani che durante il Neolitico vivevano nel Bacino di Seleim. L’ambiente ancor oggi lussureggiante sembra essere stato adatto ad una presenza di questi gruppi durante tutto l’arco dell’anno e tuttavia, qualche indicazione a favore di una mobilità stagionale sembra venire dallo studio delle pratiche mortuarie. Se si assume l’orientamento dei morti come determinato dal corso del sole durante l’anno allora si possono ricavare alcune preziose indicazioni in proposito.
Spesso è stato sostenuto, nella letteratura scientifica, che il lato di deposizione del morto non sia casuale, anche se potrebbe veicolare messaggi diversi. In alcuni casi è stato dimostrato che la variabilità era legata al sesso, in altri casi al clan o al gruppo di appartenenza e quindi al sistema dell’organizzazione sociale. Altri studiosi hanno piuttosto collegato questo specifico elemento al sistema ideologico-religioso. Enfatizzando l’orientamento della faccia come elemento significativo, alcuni ricercatori ne hanno postulato come determinante la direzione in cui il complesso di credenze mitiche del gruppo pone l’aldilà ovvero la provenienza clanica o totemica dell’individuo. Sembra tuttavia chiaro che la modalità della disposizione del corpo nella sepoltura rappresenti la cristallizzazione di messaggi direzionali orientati a sfere culturali differenziate e pertanto che possano essere raggruppate in due gruppi principali: A) ideologia religiosa e B) ideologia sociale (probabile riflesso del sistema sociale). Allo stato attuale della nostra analisi, per quanto concerne il cimitero di R12, possiamo solo delineare alcune linee di ricerca.


Fig. 08
Fig. 09
Fig. 10

Se l’orientamento del corpo e della faccia del defunto sono da collegarsi con il momento della morte e se il comportamento ritualizzato del gruppo era tale da orientare la faccia dell’inumato verso il punto del sorgere o del tramonto del sole all’orizzonte allora potremmo ricavarne dati significativi sulla stagionalità o meno del gruppo. In breve, se il gruppo che ha dato origine al cimitero viveva tutto l’anno nel Bacino di Seleim ed il suo comportamento fosse quello di orientare la faccia del defunto verso il punto del sole nascente ci aspetteremmo una distribuzione normale limitata ai quadranti occidentali.