Saggi di scavo nei siti preistorici
16-D-4 e 16-D-5
Due ulteriori saggi di scavo sono stati aperti in due siti
preistorici (16-D-4 e 16-D-5) localizzati due anni fa a circa
5 km a sud dell’area di concessione, lungo la riva occidentale
del Nilo Bianco. In ciascuno di essi è stata aperta
una trincea di 5 x 5 m. Prima di iniziare gli scavi si è
provveduto al rilievo topografico delle due collinette attigue
(Fig. 42)
16-D-4
Il sito si presenta come una collinetta molto bassa che ha
subito un’erosione eolica ed idrica molto intensa. La
superficie appare letteralmente coperta di ciottoli politi,
frammenti di macine, macinelli e anelli in arenaria (Figg.
43-44) La relativamente scarsa quantità di frammenti
di ceramica è per il 99% attribuibile al Mesolitico
di Khartoum, caratterizzata prevalentemente dalla presenza
della tipica decorazione ad onde incise (Figg. 45-46). Sulla
superficie del sito era stata notata la presenza di numerosi
frammenti di ossa umane ed il saggio effettuato nel sito ha
confermato l’ipotesi della presenza di un cimitero di
epoca probabilmente Mesolitica. Sono state rinvenute e scavate
tre sepolture, purtroppo non ben conservate (Fig. 47). Altre
sepolture appaiono visibili alla superficie in tutta l’area
della collinetta. Il processo di erosione sembra avere asportato
almeno 60/80 cm del deposito originale portando alla luce
la frazione basale dei pozzetti delle sepolture. Sarà
opportuno in futuro ampliare l’area di scavo, al momento
limitata ad un quadrato di 5 x 5 metri (Fig. 48) per verificare
se sepolture meglio conservate sono ancora presenti nel deposito
archeologico residuale che copre il deposito sterile di base.
16-D-5
Il sito si presenta come una collinetta lunga approssimativamente
duecento metri e larga cento, con l’asse maggiore orientato
nord-sud. E’ localizzato su di un’antica riva
del Nilo Bianco costituita da una barra di arenaria giallognola
già individuata con gli scavi effettuati nel sito 10-X-6.
Quantità notevoli di frammenti ceramici di epoca Mesolitica
e Neolitica (fase di Shaheinab) sono visibili sulla superficie.
È stato effettuato un saggio di scavo nel lato nordoccidentale
della collinetta (Fig. 49) allo scopo di accertare le condizioni
attuali del deposito archeologico. I primi 60 cm di deposito
sono risultati fortemente alterati da disturbi animali e antropici
e ambientali. Il suolo appare polverizzato ed in questo segmento
superiore non sono più individuabili episodi insediativi
o livelli di frequentazione definiti. Nessun resto strutturale,
infatti, è stato individuato nella parte superiore
di questo deposito.
Il materiale archeologico sebbene abbondante
risulta fortemente rimescolato. Si tratta di ceramica Mesolitica
e Neolitica, industria litica e resti ossei umani e animali.
La ceramica Neolitica potrebbe venire da possibili sepolture
distrutte, come suggerito anche dalla presenza di numerose
ossa umane.
Tagliata in questo deposito amorfo è stata individuata
una sepoltura di epoca Post-Meroitica (Fig. 50). Il corredo
era piuttosto povero, costituito da una ciotola emisferica
che copriva l’apertura di una giara da birra posta
di fronte all’inumato, deposto in posizione fetale,
molto contratta. L’inumato giaceva sul lato occidentale
della fossa con la testa a sud e la faccia rivolta a nord-est.
Al di sotto di questo deposito polveroso è stato
individuato un deposito più compatto. In questo deposito
erano visibili i resti di alcune strutture tra cui un focolare
(Fig. 51)
con un numero rilevante di frammenti di ceramica
Mesolitica (Figg. 52, 53, 54) due anelli in pietra frammentari
(Fig. 55) e una macina con evidenti tracce di ocra rossa
e gialla (Fig. 56). Il deposito, apparentemente non disturbato,
era spesso 30/40 cm e poggiava sulla roccia di base sulla
quale erano leggibili tagli artificiali collegabili a strutture
insediative (Fig. 57). Due buchi di palo e alcuni tagli
semicircolari nella roccia di base potrebbero essere con
tutta probabilità, infatti, legati a strutture abitative.
La ceramica raccolta nel deposito basale è omogeneamente
pertinente ad un orizzonte culturale Mesolitico probabilmente
più antico di quello individuato nel sito 10-W-4
più sopra citato. Fortunatamente il focolare individuato
nel livello basale del deposito ha restituito anche una
buona quantità di carbone che è stata prelevata
per sottoporla ad analisi radiometrica. Da queste datazioni
ci aspettiamo una chiara indicazione sulla posizione cronologica
delle due diverse fasi Mesolitiche individuate nei siti
10-W-4 e 16-D-5.
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