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Per salvare
un patrimonio destina-
to a venire sommerso... LEGGI |
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ULTIMO AGGIORNAMENTO DA KASURA L’entusiasmo
è sempre grande, ma, spesso, la conclamata
nuova tecnologia sembra girare a velocità diverse
in certi angoli di mondo. Kasura è un angolo
di paradiso con le sue palme svettanti e rassicuranti
(Figure 1-2-3-4), con i campi ordinati dove maturano
le cipolle, con la gente sempre sorridente ed espansiva,
le sue case aperte giorno e notte allo straniero che
si agita come se invece che in un villaggio di contadini
lungo le rive del Nilo fosse in una ipertecnologica
città europea o americana. Abbiamo bruciato
tre trasformatori per computers portatili!! La linea
telefonica collegata al computer ci permette connessioni
a velocità ridottissime: spesso le pagine web
non si aprono per la troppa lentezza della connessione!!!
A volte la linea telefonica è addirittura assente!!
Sognavamo, è il termine giusto, di poter aggiornare
in tempo reale i lettori sul nostro lavoro e la nostra
vita sul campo, ma il sogno si è presto dissolto,
frantumato dalla realtà dei luoghi. Ora, appena
giunti a casa, con tutta la nostalgia che già
ci consuma per quel paese caotico e contraddittorio,
la voglia di raccontare e di partecipare ad altri
le nostre emozioni, anche, ma non solo, archeologiche
ci assale e pertanto riprendiamo il dialogo forzatamente
interrotto anche con testi che avevamo preparato in
quei giorni.
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| Fig. 01 |
Fig. 02 |
Fig. 03 |
Fig. 04 |
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| “Il Ramadan si
è finalmente concluso, ma questo comporta che
i nostri operai (Figure 5-6-7) fanno tre giorni di
festa e per noi il lavoro diventa ancor più
pesante. La festa che conclude il mese del digiuno
è un avvenimento importante per i mussulmani
e si prolunga per alcuni giorni durante i quali imperanti
sono le visite ai parenti e agli amici (anche stranieri
come noi). Biscotti cosparsi di zucchero a velo ci
vengono regalati in abbondanza dai nostri nuovi amici
insieme al tè ed al caffè speziati al
cardamomo. Ma i negozi rimangono chiusi ed è
un problema serio procurarsi il cibo. Certamente sopravviveremo
anche a queste festività che tuttavia ci vedono
lavorare sul campo come tutti gli altri giorni.
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| Nonostante il clima avverso che
ci tormenta quasi senza sosta, da quando siamo approdati
qui nel nord del paese, (la sabbia trasportata dal
vento incessante non solo assale i nostri occhi ormai
costantemente arrossati, ma rende difficile ed in
alcuni momenti impossibile scavare le sepolture del
cimitero Neolitico) abbiamo portato in luce, ad oggi
(27 novembre 2003), ben 75 sepolture, che sommate
a quelle scavate nelle due precedenti campagne di
scavo, portano ad un totale di 140 tombe (Figure 8-9-10-11).
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| Fig. 08 |
Fig. 09 |
Fig. 10 |
Fig. 11 |
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Una novità
importante ci viene dalla constatazione che la porzione
meridionale del cimitero sembra occupata prevalentemente
da sepolture i cui corredi ceramici sono caratterizzati
da forme vascolari che non avevamo incontrato in precedenza
se non per qualche singolo e sporadico esemplare. Si
tratta di olle a “cipolla” e ciotole (Figure
12-13-14-15)
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| Fig. 12 |
Fig. 13 |
Fig. 14 |
Fig. 15 |
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decorate esclusivamente sull’orlo
e forme cilindriche e troncoconiche anch’esse con decorazione
limitata all’orlo (Figura 16). Sono anch’esse
produzioni neolitiche peraltro in parte note da alcune tombe
scavate da colleghi Francesi in un cimitero ad oltre cento
chilometri più a sud (Multaqa). Il resto del corredo
tuttavia non è apparentemente dissimile da quello che
accompagna le sepolture delle altre fasi della necropoli.
Quest’anno, tuttavia abbiamo avuto la fortuna di scavare
alcune tombe in cui si è conservata traccia del sudario
in pelle in cui era stato avvolto il defunto (Figure 17-18).
In particolare, la Tomba 111 ci ha fornito un bell’esempio
del fondo della fossa completamente rivestito di ocra rossa
e le ampie tracce della pelle animale che avvolgeva il defunto,
accompagnato da un ricco corredo di strumenti in osso ed in
pietra oltre ad alcuni bei vasi in ceramica (Figura 19-20).
In un’altra sepoltura abbiamo avuto la fortuna di trovare
un esemplare, probabilmente completo di uovo di struzzo (Figura
21), che ora la nostra Luana (Figura 22), bravissima restauratrice,
sta cercando di ricomporre.
Molte altre novità ci ha riservato ancora questa necropoli,
ma di queste avremo modo di raccontare in un prossimo aggiornamento.”
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| Fig. 19 |
Fig. 20 |
Fig. 21 |
Fig. 22 |
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