2005: nuova missione
2005: primo aggiornamento

Il Cimitero R12
2004 scoperte da raccontare...

Ultime notizie
4 salti in Ghorrasa
Cartolina dal Sudan...
Kasura


Visita il nostro Campus... e i dietro le quinte della missione!
-al lavoro
-la centrale elettrica
-il bagno
-il bucato
-in cucina
-si dorme
-momenti indimenticabili


ENTRA...
Lascia un tuo messaggio, un com-mento o un semplice saluto!

Per salvare un patrimonio destina-
to a venire sommerso... LEGGI

-2001 - pagina1
-2001 - pagina2
-2001 - pagina3
-2001 - pagina4

-2002 - pagina1

-2002 - pagina2
-2002 - pagina3
-2002 - pagina4
-2002 - pagina5

-2003 ultima missione


 
ULTIMO AGGIORNAMENTO DA KASURA

L’entusiasmo è sempre grande, ma, spesso, la conclamata nuova tecnologia sembra girare a velocità diverse in certi angoli di mondo. Kasura è un angolo di paradiso con le sue palme svettanti e rassicuranti (Figure 1-2-3-4), con i campi ordinati dove maturano le cipolle, con la gente sempre sorridente ed espansiva, le sue case aperte giorno e notte allo straniero che si agita come se invece che in un villaggio di contadini lungo le rive del Nilo fosse in una ipertecnologica città europea o americana. Abbiamo bruciato tre trasformatori per computers portatili!! La linea telefonica collegata al computer ci permette connessioni a velocità ridottissime: spesso le pagine web non si aprono per la troppa lentezza della connessione!!! A volte la linea telefonica è addirittura assente!! Sognavamo, è il termine giusto, di poter aggiornare in tempo reale i lettori sul nostro lavoro e la nostra vita sul campo, ma il sogno si è presto dissolto, frantumato dalla realtà dei luoghi. Ora, appena giunti a casa, con tutta la nostalgia che già ci consuma per quel paese caotico e contraddittorio, la voglia di raccontare e di partecipare ad altri le nostre emozioni, anche, ma non solo, archeologiche ci assale e pertanto riprendiamo il dialogo forzatamente interrotto anche con testi che avevamo preparato in quei giorni.


Fig. 01 Fig. 02 Fig. 03 Fig. 04

“Il Ramadan si è finalmente concluso, ma questo comporta che i nostri operai (Figure 5-6-7) fanno tre giorni di festa e per noi il lavoro diventa ancor più pesante. La festa che conclude il mese del digiuno è un avvenimento importante per i mussulmani e si prolunga per alcuni giorni durante i quali imperanti sono le visite ai parenti e agli amici (anche stranieri come noi). Biscotti cosparsi di zucchero a velo ci vengono regalati in abbondanza dai nostri nuovi amici insieme al tè ed al caffè speziati al cardamomo. Ma i negozi rimangono chiusi ed è un problema serio procurarsi il cibo. Certamente sopravviveremo anche a queste festività che tuttavia ci vedono lavorare sul campo come tutti gli altri giorni.

Fig. 05 Fig. 06 Fig. 07

Nonostante il clima avverso che ci tormenta quasi senza sosta, da quando siamo approdati qui nel nord del paese, (la sabbia trasportata dal vento incessante non solo assale i nostri occhi ormai costantemente arrossati, ma rende difficile ed in alcuni momenti impossibile scavare le sepolture del cimitero Neolitico) abbiamo portato in luce, ad oggi (27 novembre 2003), ben 75 sepolture, che sommate a quelle scavate nelle due precedenti campagne di scavo, portano ad un totale di 140 tombe (Figure 8-9-10-11).

Fig. 08 Fig. 09 Fig. 10 Fig. 11

Una novità importante ci viene dalla constatazione che la porzione meridionale del cimitero sembra occupata prevalentemente da sepolture i cui corredi ceramici sono caratterizzati da forme vascolari che non avevamo incontrato in precedenza se non per qualche singolo e sporadico esemplare. Si tratta di olle a “cipolla” e ciotole (Figure 12-13-14-15)

Fig. 12 Fig. 13 Fig. 14 Fig. 15

decorate esclusivamente sull’orlo e forme cilindriche e troncoconiche anch’esse con decorazione limitata all’orlo (Figura 16). Sono anch’esse produzioni neolitiche peraltro in parte note da alcune tombe scavate da colleghi Francesi in un cimitero ad oltre cento chilometri più a sud (Multaqa). Il resto del corredo tuttavia non è apparentemente dissimile da quello che accompagna le sepolture delle altre fasi della necropoli. Quest’anno, tuttavia abbiamo avuto la fortuna di scavare alcune tombe in cui si è conservata traccia del sudario in pelle in cui era stato avvolto il defunto (Figure 17-18).

Fig. 16 Fig. 17 Fig. 18

In particolare, la Tomba 111 ci ha fornito un bell’esempio del fondo della fossa completamente rivestito di ocra rossa e le ampie tracce della pelle animale che avvolgeva il defunto, accompagnato da un ricco corredo di strumenti in osso ed in pietra oltre ad alcuni bei vasi in ceramica (Figura 19-20). In un’altra sepoltura abbiamo avuto la fortuna di trovare un esemplare, probabilmente completo di uovo di struzzo (Figura 21), che ora la nostra Luana (Figura 22), bravissima restauratrice, sta cercando di ricomporre.
Molte altre novità ci ha riservato ancora questa necropoli, ma di queste avremo modo di raccontare in un prossimo aggiornamento.”

Fig. 19 Fig. 20 Fig. 21 Fig. 22