Sito 16-D-4, la necropoli.
Una trincea di esplorazione aperta nella campagna 2004 aveva confermato l’ipotesi fatta sulla base dell’osservazione superficiale che questo sito fosse una necropoli di epoca Mesolitica.
Data l’importanza di questo sito archeologico, unica necropoli di questo periodo nota in Sudan, era stato pianificato per questa campagna uno scavo estensivo e sistematico. Al fine di avviare l’esplorazione sistematica dell’area cimiteriale è stata aperta una trincea ad L divisa in 5 quadrati di 5x5 m, posizionati ad ovest e ad est della trincea di 5x5 m aperta nel 2004.
In quest’area sono state individuate 21 sepolture e due livelli di deposizione che sembrano corrispondere ad una differenziazione cronologica. Lo scavo, in questa campagna, ha permesso, infatti, di individuare anche la presenza di sepolture di epoca Neolitica. Le tombe Mesolitiche appaiono immediatamente sotto la crosta superficiale di sabbie gialle ricca di materiale archeologico, fatto che implica un importante effetto negativo dovuto all’azione di processi erosivi eolici ed idrici. Le fosse delle tombe Neolitiche tagliano, invece, il deposito, oggi superficiale, nel quale giacciono i resti umani riferibili al periodo Mesolitico, spesso disturbandone i resti, e raggiungono e spesso incidono il sottostante livello delle arenarie di base.
Delle 21 sepolture individuate due non sono state scavate per mancanza di tempo, quattro erano concentrazioni di ossa anche in connessione anatomica, ma in pessimo stato di conservazione.
Le tombe Mesolitiche (Tombe 11-12-14-17-18) appaiono nettamente diverse da quelle Neolitiche. I corpi sono deposti distesi, talvolta sul ventre (Fig. 15).
Le braccia sono normalmente posizionate lungo il corpo o leggermente incrociate all’altezza dell’osso pelvico. Nessuna delle sepolture Mesolitiche scavate era accompagnata da elementi di corredo. Le sepolture Neolitiche, al contrario, giacciono normalmente in posizione flessa
(Fig. 13), talvolta con le gambe fortemente contratte verso il petto.
Questa posizione forzata può essere stata favorita dall’uso di avvolgere il corpo in una sorta di sudario o sacca di pelle come riconosciuto in altre necropoli Neolitiche del Sudan. Alcune delle sepolture Neolitiche erano accompagnate da qualche elemento di corredo.
Un caso eccezionale è rappresentato da una sepoltura doppia di un individuo maschile e uno femminile (Fig. 13).
L’individuo maschile aveva due pendenti di forma ovale realizzati in uovo di struzzo (Fig. 14).
Un caso inspiegabile è rappresentato da un gruppo di tre vasi Neolitici senza associazione con alcuna sepoltura.
È possibile che se la tomba originariamente associata era quella di un bambino le ossa siano state distrutte dalle numerose tane di animali che sono state riconosciute in corso di scavo.
La presenza di manufatti del periodo Mesolitico e del battuto di una capanna localizzato nell’angolo nord-occidentale della trincea, scavato per un quarto della sua estensione,
conferma che 16-D-4 è stato, in un qualche momento, il luogo di un insediamento.
Sarà necessario pianificare l’estensione dello scavo in quest’area allo scopo di capire la cronologia ed eventualmente la funzione della struttura a capanna, considerata anche la sostanziale differenza con le strutture abitative individuate nell’adiacente abitato 16-D-5.
Progetto per la ricostruzione dell’ambiente in epoca Antico-Olocenica e per la ricostruzione della dieta delle popolazioni Mesolitiche e Neolitiche
Durante la campagna del 2005 è stata avviata la seconda fase di un progetto di studi volto a ricostruire l’ambiente in epoca Antico-Olocenica e la dieta alimentare delle popolazioni preistoriche Mesolitiche e Neolitiche della Valle del Nilo attraverso la misurazione degli isotopi del carbonio e dell’ossigeno contenuti in campioni di sostanze organiche moderne e antiche.
Si tratta di un nuovo campo di studi che si è sviluppato negli ultimi dieci anni e sta producendo risultati di grandissimo interesse nei settori sopra indicati. La misurazione degli isotopi presenti nelle ossa umane, recuperate nello scavo delle necropoli, e delle faune spesso associate alle sepolture o raccolte nelle fosse-spazzatura degli abitati preistorici fornisce gli elementi per la ricostruzione dell’ambiente passato. In modo molto semplicistico si può dire, per esempio, che le piante, erbacee e arboree, lasciano a seconda della loro classe di appartenenza “tracce” diverse negli organismi che le assorbono; l’identificazione di queste “tracce” permette di costruire una mappa delle sostanze organiche assunte dall’uomo e dell’ambiente in cui queste si erano formate. Il campionamento delle varie specie animali e vegetali avviato in questa campagna permetterà di costruire delle serie di confronto. Il progetto prevede il campionamento in aeree diverse e a diverse latitudini allo scopo di verificare la possibile variabilità tra nord e sud del paese e verificare l’influenza determinata dalle differenze climatiche. In questo modo dovrebbe essere possibile ricostruire la dieta delle popolazioni antiche che vivevano lungo il Nilo e le condizioni climatiche, in termini di temperatura e aridità. Questo programma di ricerca rappresenta una fase avanzata di uno studio in collaborazione con l’Università di Parma avviato lo scorso anno per lo studio di una popolazione Neolitica della Nubia i cui resti umani provengono dallo scavo concluso e in fase di pubblicazione della necropoli R12.
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