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2005: tutti a lavoro!

Il lavoro sul campo è stato, in questa campagna, orientato al raggiungimento di una serie di obiettivi che elenchiamo qui di seguito elencati (Fig. 1):

1 - Esplorazione sistematica ed estensiva del sito Tardo Mesolitico 10-W-4, diretta dal Dr. Sandro Salvatori;

2 - Esplorazione sistematica ed estensiva del sito Mesolitico e Neolitico 16-D-5, diretta dalla Dr. Donatella Usai;

3 - Esplorazione sistematica e in esteso del sito 16-D-4, necropoli Mesolitica e Neolitica  adiacente al sito 16-D-5, diretta da Dalia Gasparini, archaeologa, in collaborazione con Erik Becker, antropologo fisico;

4 - Ricognizione e campionamento di fauna e flora moderne e antiche per studi paleo-ambientali e per la ricostruzione della dieta delle popolazioni preistoriche locali, diretta dalla Prof. Paola Iacumin.




Sito 10-W-4, abitato stagionale

Abbiamo proseguiti gli scavi nel sito Tardo Mesolitico 10-W-4 (una datazione C14 da un campione di carbone raccolto la scorsa campagna ha confermato la datazione del sito alla seconda metà del 6th  millennio BC) con lo scopo di individuare la forma di una capanna
(Fig. 2), di dimensioni ragguardevoli m. 7 x 4.5), parzialmente messa in luce durante la scorsa campagna e, possibilmente, di localizzare la presenza di ulteriori strutture abitative nello stesso villaggio. A tale scopo sono stati aperti, in un area largamente disturbata dalle tracce lasciate dal passaggio di grossi camion per il trasporto di sabbia  raccolta nella vicina cava, quattro quadrati di 5 x 5 m.
Nonostante le difficoltà generate dai disturbi succitati, è stato possibile individuare un livello di abbandono all’interno della capanna (Capanna 2) e determinare la forma della capanna stessa che risulta essere scavata per una profondità di circa 30 cm nelle sabbie originali dell’area
(Fig. 3). Considerando l’effetto dell’erosione possiamo supporre che la struttura originale fosse una capanna semisotterranea, lunga circa 7 metri e larga circa 4 m. Tracce di grosse buche di palo sono state localizzate nel lato orientale della struttura. La cultura materiale ha confermato che l’area è stata abitata durante una fase tarda della lunga sequenza mesolitica, una fase la cui durata si cercherà di determinare con l’aiuto di nuove datazioni C14 da ottenere da campioni di ceramica ad alto contenuto di tempera vegetale e ossa animali bruciate. La forma della capanna ricorda quella di una struttura simile scavata a Nabta Playa, nel Deserto Occidentale egiziano e pubblicata dal team della CPE diretto da F.Wendorf (F. Wendorf, R. Schild and Associates (ed.), Holocene Settlement of the Egyptian Sahara, Kluwer Academic/Plenum Publishers, New York, 2001.)

Fig. 2
Fig. 3
Fig. 4


Un’area, di 150 m2, è stata aperta a nord di questa struttura. Qui è stata individuata una duna antica digradante verso una depressione occupata stagionalmente da acqua corrente originante da un ampio sistema di wadi o dalle inondazioni dello stesso Nilo. Questa duna risultava tagliata artificialmente in senso nord-sud. Ad est dell’area esplorata è stato individuato un taglio longitudinale con direzione nord-sud. Ad ovest del taglio longitudinale sono state individuate delle concentrazioni di materiale archeologico su un’area di almeno 100 m2. Sfortunatamente l’uso ripetuto dell’area dai gruppi Tardo Mesolitici ha impedito di riconoscere, a livello di tali concentrazioni, singole unità abitative. Tutte le concentrazioni di materiale ceramico e litico sono state documentate con l’ausilio della fotografia zenitale. La restituzione grafica dell’area verrà realizzata con il software AUTOCAD. Lo scavo successivo dell’area, al di sotto delle summenzionate concentrazioni di materiale ceramico e litico, ha permesso di individuare, infine, la presenza di almeno 3 grandi capanne, che si intersecano l’una con l’altra nel prolungato uso dell’insediamento. I dati raccolti suggeriscono che le capanne avevano un medesimo orientamento (nord-sud). La frazione basale della capanna più orientale è stata scavata documentando stratigraficamente i diversi livelli d’uso della struttura.

Ampi campioni di frammenti di ceramica (Fig. 4) ed un quantitative sorprendente di strumenti litici e debitage sono stati raccolti nel deposito scavato all’interno delle capanne, mentre le ossa animali suggeriscono pratiche di caccia selettive da parte di questi gruppi Mesolitici. Apparentemente l’attività primaria nel sito era la caccia alla gazzella mentre la pesca sembra avere contribuito solo parzialmente alla sussistenza durante la permanenza nel sito. Studi dettagliati sui resti faunistici sono attualmente in corso.

L’area del sito è minacciata dalla vicina cava di sabbia e dal progetto che prevede la costruzione di una scuola e di un nuovo mercato. Attualmente il sito rappresenta l’unico insediamento Mesolitico stagionale localizzato e scavato nel Sudan Centrale e la sua distruzione potrebbe rappresentare una grossa perdita per il patrimonio culturale dell’area. Altri insediamenti simili e sempre attribuibili al Mesolitico di Kartum sono stati individuati nella nostra area di concessione, e soprattutto lungo la fascia pedemontana a circa 30 Km ad ovest del Nilo Bianco. Tuttavia, i saggi ivi effettuati durante le precedenti campagne, hanno mostrato che questi villaggi stagionali sono stati pressoché cancellati dalla devastante azione dell’erosione eolica e idrica.





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